giovedì 1 dicembre 2016

lunedì 10 ottobre 2016

Assemblea straordinaria del Circolo Legambiente Woodwardia - Domenica 23 ottobre 2016

Assemblea straordinaria del Circolo Legambiente Woodwardia, domenica 23 ottobre ore 19.00, presso lo "Spazio per tutti" (Salone della Chiesa del Carmine di Castellammare di Stabia).
Odg:
- Ratifica dimissioni presidente uscente;
- Elezione Presidente;
- Proposta iniziative;
- Varie ed eventuali.
Prima convocazione dell'assemblea dei soci ore 19.00, seconda convocazione ore 19.15.
L'assemblea è aperta a tutti, solo i soci hanno diritto al voto.

lunedì 12 settembre 2016

Assemblea del circolo Legambiente Woodwardia - Lunedì 19 settembre 2016

Assemblea del circolo Legambiente Woodwardia, lunedì 19 settembre 2016 ore 19.30 presso L'Asharam Santa Caterina.
Odg:
- organizzazione attività puliamo il mondo Valle dei Mulini;
- coordinamento attività "Amatriciana Solidale";
- varie ed eventuali.
L'assemblea è aperta a tutti, solo i soci hanno diritto al voto.

lunedì 6 giugno 2016

Un giovane gheppio al centro di recupero avifauna

Comunicato

Il 3 giugno 2016, i nostri volontari Giuseppe Di Massae Carmine Iovine, hanno portato questo giovane esemplare di gheppio al centro di recupero avifauna del Frullone di Napoli, lasciandolo alle cure del nostro amico legambientino dott. Pasquale Raia e dei suoi colleghi veterinari. Il piccolo rapace, lievemente ferito nel tentare il primo volo, è stato recuperato da cittadini in località Forma, presso la Valle dei Mulini di Gragnano. 



Il piccolo amico volatile, dopo un breve periodo di riabilitazione, sarà liberato, probabilmente dopo l'estate, sempre in Valle dei Mulini magari in compagnia di tanti cittadini e studenti. Comunichiamo infine, che dopo la poiana liberata qualche settimana fa insieme alle scolaresche di Gragnano, stiamo organizzando per fine giugno il rilascio, sempre in Valle dei mulini, di due esemplari di gheppio detenuti illegalmente da un bracconiere di Gragnano e liberati, lo scorso febbraio, dal corpo forestale dello Stato.

La notizia anche sul sito di Stabiachannel: 

martedì 31 maggio 2016

Le associazioni chiedono ai candidati l’adesione alla carta di Pisa

Il nuovo consiglio comunale dovrebbe approvare il codice etico entro i primi cento giorni dall'insediamento

di Giovanni Luigi Donnarumma

La sera del 29 maggio, il coordinamento di associazioni costituito dalla Casa della Pace e della Nonviolenza, dal presidio stabiese di Libera, dal circolo Legambiente Woodwardia e da Gli Amici della Filangieri, ha incontrato le altre associazioni cittadine, presso il bene confiscato alla criminalità organizzata “Asharam Santa Caterina”, presentando un documento comune contenente una serie di proposte sottoposte anche all’ attenzione dei candidati sindaco. Dopo la richiesta – effettuata nei giorni scorsi da Libera di presentare i casellari giudiziali- le associazioni che hanno sede operative all’Asharam presentano una serie di proposte concrete su alcune tematiche specifiche: lotta alla corruzione alle illegalità; pace e diritti; ambiente e promozione del territorio; mobilità sostenibile e per le quali si chiede l’impegno concreto dei candidati a farle proprie una volta eletti.



Al primo posto dell’elenco di proposte c’è l’adesione alla “Carta di Pisa” un codice etico per gli amministratori locali: «In questi giorni abbiamo incontrato i cinque candidati sindaco, a cui abbiamo lasciato un documento con una serie di proposte concrete da sottoscrivere. Riteniamo che l’adesione alla carta di Pisa, rappresenti la sintesi perfetta delle nostre richieste, e sia una condizione imprescindibile affinché la futura amministrazione comunale si distingua nella lotta contro la corruzione e l’influenza della criminalità organizzata. La Carta, conosciuta anche come “Carta di Avviso Pubblico”, è un codice che individua precisi comportamenti da seguire, prevedendo anche delle sanzioni, su una serie di questioni specifiche (ad esempio: trasparenza, conflitto d’interessi, clientelismo, esercizio delle competenze discrezionali).

La Carta di Pisa, ormai approvata ed applicata da numerosi comuni italiani, rappresenta un valido tentativo di formulazione di una politica anticorruzione proveniente dal basso nonché un’opportunità per gli amministratori locali onesti che intendono rafforzare la barriera contro il dilagare di nuove forme di illegalità. Mafie e corruzione sono una minaccia seria, concreta e attuale per la democrazia italiana, sia a livello nazionale che locale. Lo attestano una serie di indicatori, tra i quali possiamo menzionare i più di duecento decreti di scioglimento di enti locali per infiltrazione mafiosa emanati dal 1991 ad oggi. Approvare un tale codice significherebbe mettere un freno ai quei comportamenti che, all’interno dell’apparato comunale, costituiscono il terreno fertile per l’illegalità e di riflesso dell’ingovernabilità che purtroppo attanagliano da troppo tempo la nostra città. Fino ad ora tutti i candidati sindaco hanno aderito informalmente alle nostre proposte, aspettiamo l’adesione formale con la firma al documento entro il 3 giugno».



Tra le altre proposte presentate ci sono la costituzione di un assessorato dedicato alla Pace, la creazione di uno sportello informa migranti, l’introduzione della figura del consigliere comunale straniero aggiunto. Alle proposte inerenti i diritti civili, si aggiungono quelle riguardanti l’educazione ambientale e la promozione del patrimonio archeologico: la creazione di orti sociali; la costituzione di uno sportello ambiente e legalità; la predisposizione di un circuito pedonale archeologico. Tra le varie proposte ci sono anche quelle riguardanti la mobilità sostenibile, come la riconsegna a titolo di comodato d’uso del porticato del Palazzetto del mare al fine di ricostituire la ciclofficina popolare; l’installazione di rastrelliere ed il completamento della pista ciclabile a via Alcide De Gasperi; istanze queste ultime presentate da Gli Amici della Filangieri, organizzatori dell’iniziativa aperta alla cittadinanza, denominata “Parola alle associazioni”, svoltasi ieri sera, 29 maggio, all’Asharam Santa Caterina e che ha visto la partecipazione dei rappresentanti di quindici associazioni cittadine, tra il pubblico presenti anche tre candidati sindaco: Antonio Pannullo, Vincenzo Amato e Salvatore Vozza.

«E’ stata un’importante occasione di confronto con le altre associazioni, con le quali condividiamo la necessità di creare una sinergia fattiva. Proprio a questo servirebbe la riformulazione del forum civico delle associazioni, uno strumento che non è mai funzionato – dichiara Aldo Ivano Iezza presidente de Gli Amici della Filangieri- abbiamo contribuito anche noi a formulare l’elenco di proposte concrete rivolte ai candidati e predisposto dal coordinamento delle associazioni dell’Asharam, di cui facciamo parte. L’obiettivo è ridurre la distanza tra le realtà associative e l’amministrazione comunale».

Gragnano - Valle dei Mulini: appello alla Gori

"Oltre ad eliminare gli scarichi fognari, la Gori deve garantire un deflusso minimo d'acqua nel Vernotico"


La conferenza di servizi svoltasi venerdi scorso presso presso l’ente d’ambito sarnese-vesuviano, ha espresso parere favorevole per mettere in esercizio la parte di rete fognaria relativa agli scarichi dei comuni di Lettere, Casola e Gragnano. Un piccolo passo in avanti verso il disinquinamento della Valle dei Mulini e del torrente Vernotico. Dopo aver alzato i riflettori sulla questione degli scarichi fognari, le associazioni ora alzano il tiro con un nuovo appello: "Oltre ad eliminare gli scarichi fognari, la Gori deve garantire un deflusso minimo d'acqua nel Vernotico".

«Il paradosso incredibile consiste nel fatto che il deflusso minimo del Vernotico negli ultimi decenni è garantito proprio dagli scarichi fognari. La preziosa biodiversità del Vernotico -caratterizzata da avifauna, anfibi, insetti ed una grande varietà vegetale tipica dei Monti Lattari- riesce a sopravvivere grazie all'acqua piovana ma, nei periodi di secca, sono solo gli scarichi fognari a garantire il deflusso minimo vitale. Le sorgenti che alimentano il torrente Vernotico sono infatti totalmente captate, a monte, dai bottini di presa della Gori, che distribuisce la preziosa acqua gragnanese tra molti comuni del comprensorio, addirittura fino a Capri e Pompei. Le associazioni chiedono che la quota minima obbligatoria, prevista dalla legge, sia garantita per alimentare il deflusso del Vernotico anche nei periodi di secca, come previsto anche dal codice dell'ambiente (dlgs. n° 152 del 2006) che all'art 96 sancisce: "il provvedimento di concessione idrica è rilasciato se è garantito il minimo deflusso vitale e l'equilibrio del bilancio idrico"» dichiara Carmine Iovine, attivista del circolo Legambiente Woodwardia.

«Si tratta comunque di un percorso ad ostacoli, perché, ad esempio, il giorno in cui la rete fognaria sarà completata, bisognerà comunque obbligare i proprietari di case sparse -molte abusive- ad allacciarsi alla fognatura e ove questo fosse impossibile, sarà necessario creare pozzi a tenuta con registri di prelievo dei liquami ad opera di ditte specializzate. Tutto questo è fondamentale per scongiurare l’inquinamento della falda acquifera, ma anche per qualsiasi ipotesi di sviluppo turistico dell’area -dichiara Giuseppe Di Massa del centro di cultura Alfonso Maria Di Nola- ed in questo contesto, mentre siamo parzialmente soddisfatti del risultato ottenuto finora, ci adopereremo per convincere Gori a lasciare un minimo di acqua nel torrente per permetterne la sopravvivenza della biodiversità. Il patrimonio sia vegetale che animale, non può andare distrutto: l’acqua è la vita del torrente. Come abbiamo fatto finora ci batteremo in ogni sede, anche legale, per portare avanti le nostre istanze».

L’ accordo raggiunto nella conferenza di servizi, svoltasi venerdì scorso, sulla possibilità di utilizzare i tronchi fognari già realizzati, sia nei comuni di Casola, Lettere e Pimonte, che sulle due dorsali collinari di Gragnano, Valle dei Mulini compresa, è di portata storica perché avvia a soluzione in concreto il problema dell’inquinamento dei torrenti e il recupero alla balneabilità del litorale stabiese, ma la strada da percorrere in tal senso è ancora lunga e la cittadinanza non deve abbassare il livello di attenzione.

Castellammare - L'indagine di Legambiente condanna l'arenile. Troppi rifiuti sulla marina stabiese

Sulla Marina di Castellammare di Stabia sono stati rinvenuti 1235 rifiuti in 100 metri di spiaggia, di cui l'86% consiste in materie plastiche. Soltanto la spiaggia di Magazzeno a Pontecagnano è messa peggio in Campania.
di Giancarlo Esposito


L'arenile stabiese continua a far parlare di sé per l'incuria piuttosto che per la bellezza del territorio. Secondo un'indagine di Legambiente, infatti, sulla Marina di Castellammare di Stabia sono stati rinvenuti 1235 rifiuti in 100 metri di spiaggia, di cui l'86% consiste in materie plastiche. Un dato allarmante che, tuttavia, non pone la città delle acque al vertice di una desolante classifica che vede al primo posto la spiaggia in località Magazzeno a Pontecagnano, dove sono stati trovati 1651 rifiuti in 100 metri. Completa il podio la spiaggia di Mercatello di Salerno con 985 rifiuti in 100 metri, il 35% dei quali consiste in mozziconi di sigarette. Fa impressione notare che la spiaggia Cava a Forio sull'isola di Ischia occupi il secondo posto in Italia dei lidi con la più alta percentuale di rifiuti da mancata depurazione, alle spalle soltanto di quella di Fiumicino, nel Lazio, dove questa tipologia di rifiuti raggiunge la soglia del 67% di tutti i materiali ritrovati sulla spiaggia. L'indagine di Legabmiente in Campania ha coinvolto sedici spiagge: il lido in località Bagnara a Castelvolturno, la spiaggia delle Monachelle e la Riserva naturale Costa di Licola a Pozzuoli, l'arenile alla Marina di Castellammare di Stabia, la spiaggia del Pezzolo alla Marina di Seiano a Vico Equense, la spiaggia di Cava dell'Isola a Forio ad Ischia, Mercatello a Salerno, la spiaggia di Pioppi, quella di Agnone Cilento a Montecorice, Piano di Velia ad Ascea, Trentova a Lido Venere ad Agropoli, Oasi dunale Torre di Mare a Capaccio-Paestum, la spiaggia in località Magazzeno a Pontecagnano, la spiaggia libera a Battipaglia e l'area protetta dunale di Legambiente Silaris ad Eboli.

«La questione relativa ai rifiuti presenti sulle spiagge è molto più complessa di quanto possa apparire ad un'analisi superficiale - ha dichiarato Mariateresa Imparato, segretaria Legambiente Campania -. Soltanto il 15% dei rifiuti che entrano a contatto con l'ecosistema marino restano in superficie, mentre il 70% si deposita sul fondale».

Salvalarte: centinaia di visitatori alle ville archeologiche

L'ultima domenica di visite guidate si è conclusa con un focus tematico sulle ecomafie a cura della dottoressa Paola Cervo, giudice della Corte d'Appello di Napoli




Si è conclusa con successo la quinta edizione della campagna culturale “Salvalarte Ager Stabianus” con l’autorizzazione e la collaborazione della Soprintendenza archeologica di Pompei. 
Ieri, 29 maggio, l’ultima domenica di visite guidate si è conclusa a villa Arianna con un focus formativo sulla tematiche delle ecomafie a cura del presidio stabiese di Libera con la partecipazione della dottoressa Paola Cervo, giudice della Corte d’Appello di Napoli. 

L’iniziativa per la promozione culturale del patrimonio archeologico stabiese ha registrato nelle domeniche di maggio più di mille presenze. I visitatori hanno usufruito di visite guidate gratuite presso Villa Arianna e Villa San Marco offerte da quaranta studenti dei licei, coordinati da volontari professionisti dei beni culturali. Inoltre, come appendice alle visite, ha avuto luogo un ciclo di approfondimenti dal titolo “Patrimonio culturale e Cittadinanza Attiva”, eseguiti in collaborazione con il Comitato per gli Scavi di Stabia, il Presidio Area Stabiese di Libera, Gli Amici della Filangieri e l’associazione Carmine ONLUS. 



Ad oggi, a partire dal 2012, sono migliaia i cittadini che grazie alla campagna Salvalarte ager stabianus hanno visitato le antiche dimore d’otium Arianna e San Marco. Nelle prossime settimane saranno forniti alla Soprintendenza Pompei e all’amministrazione comunale di Castellammare di Stabia, come al termine di ogni edizione, i dati relativi alla valutazione dell’esperienza di visita da parte dei visitatori, elaborati tramite un questionario auto-compilato al termine della visita, in modo da consigliare i miglioramenti da apportare per una migliore fruizione e valorizzazione dei siti archeologici di Stabia. 

“Ringraziamo il Soprintendente Massimo Osanna per averci dato l’occasione di organizzare l’iniziativa anche quest’anno. Siamo sicuri che la lungimiranza progettuale sia una delle strade principali da percorrere per migliorare il nostro territorio. In cinque anni abbiamo cercato di dare continuità alla nostra azione e possiamo dire di aver contribuito anche noi alla rinascita delle ville archeologiche, facendole conoscere innanzitutto agli stabiesi e ai cittadini dei comuni limitrofi. Riponiamo la nostra speranza nelle nuove generazioni, che anche questa volta hanno dimostrato una grande passione nel raccontare le bellezze della propria terra: sono stati circa i trenta gli studenti dei licei stabiesi a partecipare all’iniziativa come guide. Con Salvalarte si è creata un’ottima sinergia anche con altre associazioni del territorio che hanno contribuito all’ottima riuscita dell’iniziativa, organizzando diversi focus tematici contestualmente alle visite guidate. Speriamo di continuare anche l’anno prossimo il percorso intrapreso nel 2012 e confidiamo in una maggiore collaborazione anche da parte della futura amministrazione comunale, sia stabiese che gragnanese, ragionando in ottica di comprensorio” dichiarano Simone Izzo e Liberato Schettino, responsabili di Salvalarte2016.

lunedì 25 aprile 2016

SalvaLarte Ager Stabianus 2016 - Si riparte! :)

Riparte la campagna culturale “Salvalarte Ager Stabianus” con visite guidate gratuite agli Scavi di Stabia tutte le domeniche di Maggio 2016.


Come ogni primavera torna l'impegno dei volontari del Circolo Legambiente Woodwardia per la promozione culturale del patrimonio archeologico stabiese.

Giunta alla quinta edizione, l'iniziativa “Salvalarte Ager Stabianus” avrà luogo le cinque domeniche di Maggio (1-8-15-22-29) dalle ore 10,30 alle ore 13,00.

I visitatori potranno usufruire di visite guidate gratuite presso Villa Arianna e Villa San Marco offerte da quaranta giovani volontari dell’associazione, in un mix tra professionisti dei beni culturali e giovani studenti.

Competenze e volontariato si uniscono per promuovere gli Scavi di Stabia.
Inoltre, come appendice alle visite, alle ore 11.30 presso Villa Arianna avrà luogo un ciclo di approfondimenti dal titolo “Patrimonio culturale e Cittadinanza Attiva”, eseguiti in collaborazione con il Comitato per gli Scavi di Stabia, il Presidio Area Stabiese di Libera, Gli Amici della Filangieri e l’associazione Carmine ONLUS, secondo il seguente calendario:

8 Maggio – “I tesori di Stabiae, dal collezionismo alla tutela”; 

15 Maggio – “Laudato si’, ragionando sull’enciclica ambientalista”;
22 Maggio – “E mo’ pedala! Buone pratiche di mobilità sostenibile”;
29 Maggio – “Criminalità ambientale: un business senza crisi”.

Ad oggi sono più di seimila i cittadini che accompagnati dai volontari Legambiente hanno visitato le antiche dimore d'otium riccamente affrescate, testimonianza di uno scenario di vita romana differente dai siti di Pompei ed Ercolano. Le uniche due ville in superficie, Villa Arianna e San Marco, furono edificate in un periodo compreso tra l’89 a.C. e il 79 d.C. quando l’eruzione del Vesuvio seppellì anche queste residenze estive dei ricchi patrizi romani. Ville lussuose, la loro superficie si estende per circa dodicimila mq l’una, decorate con pitture parietali suggestive e preziose decorazioni musive nei pavimenti delle dietae e dei quartieri termali. Villa Arianna vanta l’emblematica pittura parietale rappresentante Teseo che abbandona Arianna sull’isola di Nasso.
L'iniziativa è autorizzata dalla Soprintendenza Pompei.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.circolowoodwardia.blogspot.itoppure rivolgersi a circolowoodwardia@hotmail.com o ai responsabili dell’iniziativa Libero Schettino (333 771 7054) e Simone Izzo (320 421 6584).

martedì 1 marzo 2016

#noTrivelle - 17 Aprile 2016: Referendum popolare contro le trivellazioni in mare

Referendum trivelle 17 aprile, parte la sfida, ce la metteremo tutta per convincere gli italiani a votare

Il futuro dell’energia passa dall’innovazione e dalle rinnovabili. Ci aspettiamo dal Governo una nuova strategia energetica coerente con gli accordi di COP21”  
“Ce la metteremo tutta per informare i cittadini sul quesito e sull’importanza della partita in gioco, anche se siamo consapevoli della difficoltà di affrontare questa partita in soli due mesi. E’ l’occasione per fare informazione sulla mancanza di una politica strategica sull’energia nel nostro Paese e parlare del futuro energetico”. Così Rossella Muroni, presidente di Legambiente, dopo la firma del presidente della Repubblica Mattarella del decreto che fissa per il 17 aprile il referendum popolare contro le trivellazioni in mare.
L’appello, prima al Governo poi al Capo delle Stato, perché si decidesse per un election day, che accorpasse in un’unica data il referendum popolare sulle trivelle e le elezioni amministrative, è rimasto inascoltato. Per Legambiente parte, dunque, la sfida referendaria.
“Insieme a tutte le organizzazioni favorevoli a questo referendum e a tutti i nostri circoli e le nostre strutture sul territorio - prosegue Muroni - organizzeremo la mobilitazione. Con un tempo così ridotto a disposizione e con un quesito ridotto all’osso, sarà un grande sforzo, ma daremo il massimo per cercare di convincere gli italiani a votare. Saranno due mesi di intenso lavoro per parlare del futuro dell’energia, che non passa dalle trivelle e dalle fonti fossili ma dalle rinnovabili e dall’innovazione, nell’interesse delle famiglie e del clima”.
I cittadini sono chiamati a pronunciarsi sull’abrogazione della legge sulle trivellazioni limitatamente alle parole “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”. Ad oggi, la Corte Costituzionale ha infatti dichiarato ammissibile solo il quesito relativo al fatto che i titoli già rilasciati per le trivellazioni vadano fatti salvi fino all’esaurimento del giacimento.
Legambiente ricorda, inoltre, che è tuttora aperta la questione di altri due quesiti pendenti per conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte Costituzionale. Se questa li ammettesse, gli italiani sarebbero chiamati di nuovo alle urne sullo stesso argomento, “per la testardaggine del governo nel difendere le trivelle e la sua confusione nella gestione del futuro dell'energia” conclude Rossella Muroni.

Fonte: http://www.legambiente.it/contenuti/comunicati/referendum-trivelle-17-aprile-parte-la-sfida-ce-la-metteremo-tutta-convincere-g

mercoledì 24 febbraio 2016

Articolo tratto da "Il Gazzettino VESUVIANO" - 24 Febbraio 2016

Intervenuto nel corso dell'evento il soprintendente Massimo Osanna

Castellammare: una firma blocca la rinascita del patrimonio archeologico
"Il nostro progetto è quello di creare un sistema museale che colleghi il Palazzo reale di Quisisana al Castello di Lettere. Il primo accoglierebbe i reperti archeologici dell'antiquarium, il secondo ospiterebbe un museo medieovale"

24 febbraio 2016  -  Carmine Iovine


Il direttore generale della Soprintendenza di Pompei, il professore Massimo Osanna, ha incontrato a Castellammare le associazioni ed i comitati impegnati per la promozione del patrimonio archeologico di Stabiae. “Cambiare con la cultura: valorizzazione e futuro del Palazzo reale di Quisisana e degli scavi di Stabiae” il tema dell’incontro – aperto alla cittadinanza – tenutosi il 23 febbraio, presso la sala Ruccello del cinema Montil. Un’occasione per fare il punto sui progetti di sviluppo del sistema archeologico stabiano, a cominciare dalla creazione del polo museale presso la Reggia di Quisisana.
Sono stati molti gli spunti offerti dal Soprintendente Osanna che, fin dall’inizio del suo incarico, ha dimostrato grande attenzione per Stabiae. Il dibattito, moderato dal giornalista Antonio Ferrara (presidente del comitato Scavi di Stabia), ha affrontato anche questioni come la nascita della scuola nazionale di archeologia, la tutela delle ville di Varano ed il potenziamento dei servizi al pubblico, anche in chiave di rafforzamento dell’offerta turistica di Castellammare di Stabia e del suo collegamento con il sistema pompeiano.


“La zona archeologica di Varano, seppur protetta da vincoli urbanistici, negli ultimi decenni è stata devastata dall’abusivismo edilizio – ha dichiarato Osanna – in questo momento, oltre a progetti di sviluppo, siamo innanzitutto impegnati nel difendere l’area archeologica. Dobbiamo mantenere i vincoli urbanistici, difendendo le zone ancora non ancora aggredite dall’ abusivismo. Gli abusi edilizi hanno irrimediabilmente compromesso un patrimonio unico. Le ville di Varano, circondate da giardini  e parchi, erano immerse nella natura. Dobbiamo preservare quel poco che è rimasto e difendere quello che è stato finora salvato. Per questo ci stiamo opponendo con forza a tutte le richieste di limitare i vincoli”.
Il tema principale della serata resta tuttavia quello della creazione del museo presso la Reggia di Quisisana. L’antiquarium – stipato negli scantinati della scuola media in via Marco Mario – è  chiuso al pubblico dal 1997 per inagibilità. Una collezione che conta circa otto mila reperti sommersi dalla polvere e rovinati dall’umidità. “Il progetto per trasferire i reperti dell’antiquarium alla Reggia di Quisisana sarebbe eseguibile in pochi mesi. Dal ministero sono stati stanziati circa due milioni di euro per la creazione di un polo museale. Noi ce la stiamo mettendo ma se il comune di Castellammare non ratifica l’accordo di convenzione con la Soprintendenza, il progetto non può partire. La convenzione prevede la concessione in comodato d’uso di alcuni spazi del palazzo reale. Con la precedente amministrazione eravamo a buon punto, avevo persino portato all’ex sindaco una bozza di convenzione. La fine della consiliatura ha provocato una ulteriore sospensione e ora stiamo dialogando con il commissario prefettizio. La speranza è che si possa concludere questo procedimento prima della fine del governo commissariale perché se ciò non avvenisse il rischio è di un nuovo lungo slittamento”.

Una situazione a dir poco incredibile. Un progetto, quello della creazione del museo archeologico presso la Reggia di Quisisana, finanziato e praticamente pronto per partire ma bloccato da una “semplice” convenzione di comodato d’uso.  Le lungaggini di Palazzo Farnese, prima di Nicola Cuomo e ora del Commissario prefettizio non si spiegano. O meglio quelle di Nicola Cuomo non si spiegano, quelle del Commissario sono più comprensibili. E’ probabile infatti che il commissario non voglia prendere una decisione così importante alla vigilia delle elezioni. Una decisione forse di natura troppo “politica” per un governo commissariale.
Eppure il commissario Vaccaro ha dimostrato in queste settimane di essere molto sensibile alle richieste dei cittadini e delle associazioni ed in effetti, probabilmente, gli unici che potrebbero convincerlo a firmare la convenzione sono proprio loro: i cittadini. Proprio per questo nei prossimi giorni le associazioni protocolleranno una lettera con la quale si chiederà al commissario di fare il possibile per velocizzare la procedura e concludere – prima delle elezioni – la convenzione con la Soprintendenza.
Creare un museo a Quisisana avrebbe molte conseguenze positive, in primis dal punto di vista occupazionale e dello sviluppo turistico del territorio. Il vero obiettivo sarebbe infatti quello di creare una rete con gli altri siti di rilevanza archeologica del comprensorio. A tal proposito il soprintendente Osanna ha comunicato in anteprima l’idea di realizzare un museo medieovale all’interno del Castello di Lettere. Progetto già discusso con il sindaco di Lettere, Sebastiano Giordano. Un polo museale che potrebbe collegare Castellammare (Quisisana-Varano) a Lettere, magari coinvolgendo  altre zone di grande interesse storico-archeologico come la Valle dei Mulini di Gragnano o la chiesa di Pino di Pimonte.
Il colmo, tuttavia, sarebbe se partisse prima il progetto di Lettere, ancora da strutturare e finanziare, rispetto a quello di Quisisana già progettato da anni e persino finanziato dal Ministero.

Carmine Iovine

domenica 21 febbraio 2016

Assemblea mensile del Circolo Legambiente Woodwardia - 21 Febbraio 2016

Stasera, domenica 21 febbraio 2016, ci sarà l'Assemblea mensile del Circolo Legambiente Woodwardia alle ore 19.30, presso "Spazio per tutti" salone antistante la Parrocchia del Carmine di Castellammare di Stabia, Via del Carmine.

Odg: 
- Proposta attività; 
- Discussione attività di pulizia Valle dei Mulini;
- Aggiornamento iniziative "verso il 21 marzo";
- Tesseramento 2016;
- Varie ed eventuali.

L'assemblea è aperta a tutti, solo i soci avranno eventualmente diritto al voto.

Per le associazioni ed i singoli che vogliono contribuire alla gestione del mulino "Porta di Castello di Sopra" presso la Valle dei Mulini, si comunica la presenza anche di Giuseppe Di Massa - socio onorario del circolo Legambiente e presidente del centro di cultura Alfonso Maria Di Nola - a cui poter lasciare il contributo annuale di gestione.


lunedì 15 febbraio 2016

L'oceano Pacifico è morto

Sta facendo il giro del mondo, sui media di lingua inglese, il racconto struggente, tragico e a suo modo poetico di un marinaio, Ivan Macfadyen (foto), che ha ripetuto la traversata del Pacifico effettuata dieci anni fa. Allora fra l’Australia e il Giappone bastava buttare la lenza per procurare pranzo e cena succulenti. Stavolta in tutto due sole prede. Dal Giappone alla California, poi, l’oceano è diventato un deserto assoluto formato da acqua e rottami. Nessun animale. Non un solo richiamo di uccelli marini. Solo il rumore del vento, delle onde e dei grossi detriti che sbattono contro la chiglia. Il racconto di Ivan Macfadyen, vecchio marinaio col cuore spezzato dopo 28 giorni di desolata navigazione nel Pacifico, è stato raccolto dall’australiano The Newcastle Heralded è stato variamente ripreso da decine e decine di testate, tutte in inglese. Macfadyen ha navigato con il suo equipaggio a bordo del Funnel Web sulla rotta Melbourne -Osaka – San Francisco. Dice di aver percorso in lungo e in largo gli oceani per moltissimi anni, dice di aver sempre visto uccelli marini che pescavano o che si posavano sulla nave per riposarsi e farsi trasportare. E poi delfini, squali, pesci, tartarughe… Stavolta nulla di tutto ciò: nulla di vivo per oltre 3.000 miglia nautiche. Unica apparizione, poco a Nord della Nuova Guinea, quella di una flotta per la pescaindustriale accanto ad una barriera corallina. Volevano solo il tonno, tiravano e ributtavano in mare – morta – ogni altra creatura marina.